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MODULO 1: BEE BOT

L’Esame

L’esame certifica nel Candidato il possesso di adeguate conoscenze e abilità in ordine ai seguenti argomenti:

Hardware: quali sono le sue caratteristiche e funzioni, come impiegare i tasti di controllo, come far muovere il dispositivo in percorsi preventivamente strutturati.

Software: quali sono le caratteristiche dell’ambiente virtuale, come utilizzare opportunamente le diverse funzioni e voci di menu, come utilizzare opportunamente i diversi strumenti per creare nuovi percorsi ecc.

Il modulo formativo

La prima tappa per una corretta impostazione del processo di apprendimento è costituita da attività di tipo manipolativo, cui segue un’attività rappresentativa (o iconica), culminante, a sua volta, nell’adozione del “simbolo” inteso come codifica della realtà: tale percorso trova adeguato sostegno in Jerome Bruner e nelle sue fasi dell’apprendimento.

Lo sviluppo di adeguate forme di Pensiero Procedurale e Computazionale non fa eccezione a questa regola: il Bambino, proiettandosi nell’oggetto manipolato e controllandone i movimenti, impara gradualmente a impostare corretti rapporti con lo spazio circostante, orientandosi rispetto ai punti di riferimento che questo offre.

Contestualmente, Egli impara ad analizzare le fasi del movimento, familiarizza con i concetti di direzione, verso e rotazione, progetta percorsi e imposta correttamente rapporti e relazioni topologiche, utili per qualsiasi forma di dominio dello spazio, sia esso “percettivo” che “rappresentativo”.

Il “Bee Bot”, prodotto dall’inglese T&T, rappresenta il tramite con cui tali attività di tipo logico-procedurale possono essere positivamente avviate sin dalla Scuola dell’Infanzia: unendo al dispositivo hardware un sapiente ambiente virtuale, esso costituisce un primo, mirato approccio a forme consapevoli di Pensiero Procedurale e, di conseguenza, alla programmazione.

Il dispositivo hardware è un piccolo robot dalla forma ergonomica e realizzato in materiale atossico, in grado di memorizzare una sequenza di circa quaranta istruzioni. Semovente e in grado di emettere luci e suoni (che indicano, a seconda dei casi, l’inizio e il completamento di una procedura, la fase di stand-by, il passaggio da una istruzione alla seguente), il piccolo robot può percorrere percorsi anche complessi e consentire lo sviluppo di particolari abilità nel Bambino, quali ad esempio quelle legate all’orientamento spaziale, ai rapporti e relazioni tipologiche.

Il software, a sua volta, proietta il robot, e il suo piccolo Programmatore in un “micromondo2 virtuale, dove viene dotato di funzioni più evolute ed è in grado di effettuare, oltre a percorsi preordinati o creati dall’Insegnante e dal Bambino, tutta una serie di attività che lo pongono in sapiente relazione con forme, codici alfabetici e numerici, linguaggi.

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